La menopausa è una transizione naturale nella vita di ogni donna, eppure resta spesso avvolta da silenzio, disinformazione e rassegnazione. Molte donne affrontano vampate, insonnia, sbalzi d’umore e cambiamenti del corpo convinte che si tratti di un destino da subire. Non è così: la menopausa non è una malattia, ma i disturbi che può portare con sé si possono riconoscere e, quando pesano sulla qualità della vita, trattare in modo efficace e sicuro.
In questo articolo vediamo i sintomi della menopausa, il suo impatto sul metabolismo e sulla salute a lungo termine, le terapie con le prove più solide, dalla terapia ormonale ai farmaci non ormonali, e i segnali che richiedono una visita medica.
Contenuti di questo articolo
- Cos'è la menopausa e quando arriva
- I sintomi della menopausa: molto più delle vampate
- L'impatto metabolico della menopausa e la salute a lungo termine
- Salute ossea
- Salute cardiovascolare
- Metabolismo e composizione corporea
- Le opzioni terapeutiche per la menopausa disponibili oggi
- Terapia ormonale sostitutiva (TOS)
- Terapie non ormonali
- Disturbi genitourinari
- Stile di vita e integratori
- Contraccezione e screening in menopausa
- Quando rivolgersi al medico: i segnali d'allarme
- L'approccio POLARMED alla menopausa
- Fonti
- Domande frequenti
Cos’è la menopausa e quando arriva
Si parla di menopausa quando le mestruazioni sono assenti da almeno 12 mesi consecutivi. È dovuta all’esaurimento della funzione delle ovaie, che smettono di produrre estrogeni e progesterone, e di solito arriva tra i 45 e i 55 anni [1]. È preceduta dalla perimenopausa, un periodo di cicli irregolari che può durare da alcuni mesi a diversi anni e in cui compaiono spesso i primi sintomi.
Circa l’8-10% delle donne entra in menopausa prima dei 45 anni (menopausa precoce), per cause naturali, malattie o cure mediche come chemioterapia, radioterapia o asportazione delle ovaie; la sola asportazione dell’utero, invece, non la provoca. Prima dei 40 anni si parla di insufficienza ovarica prematura, che richiede una diagnosi con esami ormonali e, salvo controindicazioni, una terapia ormonale almeno fino all’età della menopausa naturale [2]. Il fumo anticipa la menopausa di circa due anni.
Dopo i 45 anni la diagnosi è clinica: bastano i sintomi e l’andamento del ciclo. Le linee guida inglesi del NICE indicano di riconoscere la menopausa senza esami di laboratorio in questa fascia d’età e sconsigliano dosaggi come estradiolo od ormone antimülleriano; il dosaggio dell’FSH può servire tra i 40 e i 45 anni e prima dei 40, e non è affidabile in chi usa una contraccezione ormonale combinata.
I sintomi della menopausa: molto più delle vampate
Il calo degli estrogeni può dare un ventaglio di disturbi molto più ampio delle vampate, e diverso da donna a donna. Non tutti hanno lo stesso legame con gli ormoni: alcuni dipendono con certezza dal calo degli estrogeni, altri sono frequenti in questa fase della vita ma hanno cause più complesse.
| Ambito | Sintomi comuni | Legame con il calo degli estrogeni |
| Vasomotorio | Vampate di calore, sudorazioni, arrossamenti improvvisi del viso | Diretto |
| Sonno | Risvegli notturni, spesso causati dalle sudorazioni | Diretto quando dovuto alle sudorazioni |
| Urogenitale | Secchezza e prurito vaginale, dolore nei rapporti, cistiti ricorrenti | Diretto |
| Umore e mente | Sbalzi d’umore, irritabilità, ansia, calo di memoria e concentrazione | Possibile, non del tutto chiarito |
| Muscoli e articolazioni | Dolori muscolari e articolari, mal di schiena, stanchezza | Possibile, non del tutto chiarito |
| Metabolico | Più massa grassa, meno massa muscolare | Legato alla transizione menopausale |
Vampate e sudorazioni notturne interessano circa il 50-75% delle donne durante la transizione, e oltre metà ha disturbi genitourinari, che spesso diventano cronici [3]. In un ampio sondaggio internazionale, il 40% delle donne europee in postmenopausa tra i 40 e i 65 anni riferiva vampate di intensità moderata o grave [4]. Non è un disturbo di pochi mesi: nel grande studio statunitense SWAN le vampate frequenti duravano in media (mediana) 7,4 anni e proseguivano per circa 4,5 anni dopo l’ultima mestruazione [5].
Anche l’umore merita attenzione. In uno studio statunitense, la probabilità di un episodio di depressione maggiore era più alta in perimenopausa e nei primi anni dopo la menopausa che negli anni precedenti, anche tenendo conto di eventuali episodi passati; chi ne aveva già sofferto restava comunque più a rischio. Tristezza o ansia che durano nel tempo vanno quindi segnalate al medico, senza attribuirle per forza agli ormoni.
L’impatto metabolico della menopausa e la salute a lungo termine
Salute ossea
Gli estrogeni rallentano il riassorbimento dell’osso. Con il loro calo la perdita di densità ossea accelera, soprattutto negli anni a cavallo dell’ultima mestruazione, e poi rallenta. La densitometria ossea (MOC) non va fatta a tutte, ma solo in presenza di fattori di rischio come menopausa precoce, fratture da fragilità nei familiari stretti, basso peso o fumo.
Salute cardiovascolare
Il rischio cardiovascolare cresce dopo la menopausa: durante la transizione peggiorano il profilo dei grassi nel sangue, la composizione corporea e alcuni indici di salute dei vasi. Gli anni intorno alla menopausa sono quindi il momento giusto per controllare pressione, colesterolo e glicemia e intervenire su fumo, sedentarietà e alimentazione. La terapia ormonale, invece, non va usata per prevenire le malattie cardiovascolari.
Metabolismo e composizione corporea
Molte donne notano un aumento di peso. In un ampio studio statunitense il peso cresceva gradualmente con l’età, senza un’accelerazione netta alla menopausa, mentre cambiava la composizione del corpo: durante la transizione il grasso aumentava più rapidamente e la massa magra cominciava a diminuire [6]. Per questo le linee guida insistono sul mantenere massa e forza muscolare con l’attività fisica.
Le opzioni terapeutiche per la menopausa disponibili oggi
La menopausa in sé non va curata. Quando però i sintomi peggiorano la qualità della vita esistono trattamenti efficaci, da scegliere con il medico in base a sintomi, storia clinica personale e familiare e preferenze.
Terapia ormonale sostitutiva (TOS)
La TOS resta il trattamento più efficace per le vampate e per i disturbi genitourinari, e previene la perdita di massa ossea e le fratture [7]. Riduce la frequenza delle vampate di circa il 75%, con efficacia simile per bocca e per via transdermica, con cerotti o gel. Chi ha l’utero deve associare agli estrogeni un progestinico, che protegge l’endometrio.
Per le donne sotto i 60 anni o entro 10 anni dall’inizio della menopausa, senza controindicazioni, il rapporto tra benefici e rischi è favorevole; per chi la inizia più tardi è meno favorevole, perché i rischi assoluti di malattie coronariche, ictus, trombosi e demenza sono più alti. In pratica:
- il rischio di trombosi venosa aumenta con gli estrogeni per bocca, non con quelli transdermici;
- il rischio di tumore al seno aumenta con la terapia combinata, cresce con la durata d’uso e si riduce dopo la sospensione, pur restando più alto per almeno 10 anni;
- negli studi controllati con placebo condotti con estrogeni coniugati per bocca, l’aumento di ictus, trombosi e (con la terapia combinata) tumore al seno è stato di circa un caso in più ogni 1.000 donne per anno di terapia;
- alla sospensione i sintomi possono ripresentarsi.
La TOS non si usa in caso di tumore al seno attuale, passato o sospetto, altri tumori dipendenti dagli estrogeni, sanguinamenti genitali non spiegati, iperplasia endometriale non trattata, trombosi venosa o embolia attuali o passate, trombofilie note, infarto, angina o ictus recenti, malattie del fegato in fase attiva e porfiria.
Il tibolone, uno steroide sintetico, è più efficace del placebo ma meno della TOS combinata; aumenta il rischio di recidiva in chi ha avuto un tumore al seno e potrebbe aumentare gli ictus dopo i 60 anni: uno studio su donne con osteoporosi tra i 60 e gli 85 anni è stato interrotto per questo motivo [8].
Terapie non ormonali
Per chi non può o non vuole assumere ormoni, la North American Menopause Society raccomanda con prove solide la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), l’ipnosi clinica, alcuni antidepressivi (SSRI e SNRI), il gabapentin e il fezolinetant [9]. Antidepressivi e gabapentin riducono le vampate di circa il 40-65%, meno della TOS, e il NICE sconsiglia di usare SSRI e SNRI come prima scelta per le sole vampate.
Le novità più rilevanti agiscono sui recettori della neurochinina, coinvolti nel controllo della temperatura corporea:
- fezolinetant: negli studi di fase 3 ha ridotto frequenza e intensità delle vampate rispetto al placebo, con un effetto mantenuto per un anno [10]. Dopo casi di grave danno al fegato, AIFA ed EMA richiedono esami della funzionalità epatica prima di iniziare e nei primi mesi di terapia [11];
- elinzanetant: negli studi OASIS 1 e 2 ha ridotto le vampate di circa 3 episodi al giorno più del placebo, migliorando anche sonno e qualità della vita [12].
Sono farmaci recenti: disponibilità in Italia, modalità di prescrizione ed eventuale rimborsabilità vanno chieste al medico.
Disturbi genitourinari
Per secchezza vaginale, dolore nei rapporti e disturbi urinari gli estrogeni vaginali a basso dosaggio (creme, ovuli, gel) sono efficaci e utilizzabili anche insieme alla TOS: l’assorbimento nel sangue è minimo e gli effetti avversi gravi sono molto rari. Lubrificanti e idratanti vaginali senza ormoni sono un’alternativa o un complemento. Chi ha avuto un tumore al seno può valutare gli estrogeni vaginali con l’oncologo se le terapie non ormonali non bastano. Il laser vaginale non è raccomandato al di fuori degli studi clinici.
Stile di vita e integratori
L’attività fisica regolare aiuta a mantenere massa e forza muscolare, riduce il rischio di osteoporosi e di malattie cardiovascolari e migliora umore e sonno. Smettere di fumare riduce il rischio cardiovascolare e di osteoporosi. Vestirsi a strati ed evitare i propri fattori scatenanti (bevande calde, caffeina, alcol, cibi piccanti) sono accorgimenti pratici suggeriti dall’ISS, anche se gli studi non ne hanno dimostrato un effetto sulle vampate.
Sugli integratori serve prudenza: la North American Menopause Society non raccomanda integratori e rimedi erboristici, compresi soia e fitoestrogeni, per le vampate. Il NICE riconosce qualche prova per isoflavoni e cimicifuga, ma avverte che sicurezza e qualità dei prodotti sono incerte e che sono state segnalate interazioni con altri farmaci.
| Opzione | Per cosa | Cosa sapere |
| TOS sistemica | Vampate, sudorazioni, prevenzione della perdita ossea | La più efficace; favorevole sotto i 60 anni o entro 10 anni dalla menopausa |
| Estrogeni vaginali a basso dosaggio | Secchezza, dolore nei rapporti, disturbi urinari | Assorbimento minimo; utilizzabili anche con la TOS |
| Fezolinetant, elinzanetant | Vampate moderate o gravi | Alternative non ormonali; il fezolinetant richiede controlli del fegato |
| SSRI, SNRI, gabapentin | Vampate quando la TOS non è adatta | Efficacia inferiore alla TOS |
| CBT per la menopausa | Vampate, sintomi depressivi associati | Non farmacologica; da sola o insieme ad altre terapie |
| Integratori e fitoestrogeni | Vampate | Prove deboli o incoerenti; qualità non garantita |
Contraccezione e screening in menopausa
Finché la menopausa non è confermata una gravidanza resta possibile, anche se poco probabile. Per questo non conviene sospendere la contraccezione di propria iniziativa dopo l’ultima mestruazione: quando smettere lo indica il ginecologo o il medico di famiglia.
È anche un buon momento per fare il punto sulla prevenzione. Il Servizio sanitario nazionale offre gratuitamente la mammografia ogni due anni tra i 50 e i 69 anni (in alcune Regioni dai 45 ai 74), lo screening del tumore della cervice tra i 25 e i 64 anni, con l’HPV test ogni cinque anni dai 30 anni, e la ricerca del sangue occulto nelle feci ogni due anni tra i 50 e i 70 anni (fino ai 74 in alcune Regioni) [13].
Quando rivolgersi al medico: i segnali d’allarme
Richiedono una visita senza aspettare il controllo successivo:
- qualsiasi sanguinamento vaginale dopo 12 mesi senza mestruazioni: di solito la causa è benigna, ma circa il 9% delle donne con questo sintomo ha un tumore dell’endometrio, e circa il 90% di questi tumori si manifesta proprio così [14];
- sanguinamenti imprevisti durante la TOS dopo i primi 6 mesi di terapia;
- flussi molto abbondanti per più di 7 giorni o cicli a meno di 20 giorni di distanza, che possono causare anemia;
- sintomi di menopausa prima dei 45 anni;
- durante il fezolinetant: stanchezza insolita, prurito, ittero, urine scure, feci chiare, nausea o dolore addominale;
- tristezza persistente, perdita di interesse, ansia che limita la vita quotidiana.
Gonfiore e dolore a un polpaccio, soprattutto durante una terapia ormonale, vanno segnalati subito al medico.
Chiama il 112 in caso di dolore al petto, fiato corto improvviso, perdita improvvisa di forza, difficoltà a parlare o disturbi improvvisi della vista, svenimento. Se hai pensieri di farti del male, chiama il 112 oppure Telefono Amico Italia al 02 2327 2327.
L’approccio POLARMED alla menopausa
A POLARMED affrontiamo la menopausa come una fase da accompagnare, non da subire. Il percorso parte da una valutazione medica iniziale: sintomi e loro intensità, storia clinica personale e familiare, stile di vita.
Dopo la prima visita il medico definisce con la paziente un percorso personalizzato: gli eventuali esami, la terapia più adatta, ormonale o non ormonale, e i controlli periodici di benefici e rischi, in coordinamento con il medico di famiglia e con il ginecologo che la segue.
Le terapie di benessere della clinica non sono un trattamento per i sintomi della menopausa e non le proponiamo come tali: non ci sono studi che ne dimostrino l’efficacia su vampate o disturbi genitourinari.
Stai affrontando la menopausa e vuoi viverla con serenità? Prenota una prima visita presso POLARMED: partiremo dai tuoi sintomi e dalla tua storia clinica per definire insieme il percorso più adatto a te.
Fonti
- Istituto Superiore di Sanità, ISSalute. Menopausa. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/m/menopausa
- National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Menopause: identification and management (NG23). https://www.nice.org.uk/guidance/ng23/chapter/Recommendations
- Crandall CJ et al. Management of Menopausal Symptoms: A Review. JAMA, 2023. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36749328/
- Nappi RE et al. Global cross-sectional survey of women with vasomotor symptoms associated with menopause: prevalence and quality of life burden. Menopause, 2021. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34033602/
- Avis NE et al. Duration of menopausal vasomotor symptoms over the menopause transition. JAMA Intern Med, 2015. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25686030/
- Greendale GA et al. Changes in body composition and weight during the menopause transition. JCI Insight, 2019. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30843880/
- The North American Menopause Society. The 2022 hormone therapy position statement of The North American Menopause Society. Menopause, 2022. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35797481/
- Formoso G et al. Short-term and long-term effects of tibolone in postmenopausal women. Cochrane Database Syst Rev, 2016. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27733017/
- The North American Menopause Society. The 2023 nonhormone therapy position statement of The North American Menopause Society. Menopause, 2023. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37252752/
- Lederman S et al. Fezolinetant for treatment of moderate-to-severe vasomotor symptoms associated with menopause (SKYLIGHT 1): a phase 3 randomised controlled study. Lancet, 2023. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36924778/
- AIFA. Nota informativa importante: Veoza (fezolinetant), rischio di danno epatico indotto da farmaci e nuove raccomandazioni per il monitoraggio della funzionalità epatica (13 gennaio 2025). https://www.aifa.gov.it/documents/20142/2690608/2025.01.13_NII_Veoza-fezolinetant_IT.pdf
- Pinkerton JV et al. Elinzanetant for the Treatment of Vasomotor Symptoms Associated With Menopause: OASIS 1 and 2 Randomized Clinical Trials. JAMA, 2024. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39172446/
- Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro. Screening oncologici. https://www.epicentro.iss.it/screening/
- Clarke MA et al. Association of Endometrial Cancer Risk With Postmenopausal Bleeding in Women: A Systematic Review and Meta-analysis. JAMA Intern Med, 2018. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30083701/
Domande frequenti
La terapia ormonale sostitutiva è pericolosa?
Per la maggior parte delle donne sane che la iniziano prima dei 60 anni o entro 10 anni dalla menopausa, i benefici superano i rischi. I rischi esistono ma in termini assoluti sono piccoli, e con estrogeni in cerotto o gel quello di trombosi non aumenta. Ci sono però controindicazioni precise, come un tumore al seno o una trombosi pregressa: la decisione va presa con il medico e rivalutata nel tempo.
L’aumento di peso in menopausa è inevitabile?
No. Il peso tende a crescere gradualmente con l’età, mentre la menopausa cambia soprattutto la composizione del corpo: più massa grassa e meno massa muscolare. Alimentazione equilibrata e attività fisica regolare aiutano a contrastare questi cambiamenti.
Quanto durano i sintomi della menopausa?
È molto variabile. In un ampio studio statunitense le vampate frequenti duravano in media (mediana) 7,4 anni; chi inizia ad averle presto tende ad averle più a lungo. I disturbi genitourinari, se non trattati, tendono invece a persistere. Quasi tutti i sintomi si possono trattare: non è necessario sopportarli in silenzio.
Servono gli esami del sangue per sapere se sono in menopausa?
Dopo i 45 anni di solito no: la diagnosi si basa sui sintomi e sull’andamento del ciclo, e la menopausa è confermata dopo 12 mesi senza mestruazioni. Il dosaggio dell’FSH può servire prima dei 45 anni, quando si sospetta una menopausa precoce. Gli esami utili in menopausa sono piuttosto quelli di prevenzione: pressione, colesterolo, glicemia e screening oncologici.
Gli integratori naturali funzionano contro le vampate?
Le prove sono deboli o incoerenti e la qualità dei prodotti non è garantita; alcuni possono interagire con altri farmaci. Prima di assumerli è meglio parlarne con il medico, che può proporre opzioni con prove più solide, ormonali o non ormonali.